Consenso per il bilanciamento del corno nell’apnea ?

By seriniti , on 26 Marzo 2022 - 10 minutes to read
équilibrage de la trompe en apnée

Questo approccio riguarda solo gli apneisti che hanno un problema con i loro tubi, sia in discesa che in salita, in soggetti considerati sani. D’altra parte, menzioneremo solo l’apnea ricreativa: l’apnea profonda non costituisce generalmente un problema per i subacquei interessati, che padroneggiano le tecniche che ricordiamo qui. Precisiamo subito che ogni caso è unico e che molti apneisti che hanno difficoltà di equilibrio riescono, con il tempo e vari tentativi personali, a trovare la loro strada.

  • Il tempo, quindi, è un fattore importante.
  • Perseveranza e il corollario comune sono i tentativi ripetuti !

Non si insisterà mai abbastanza sulla formazione, nella fossa e nell’ambiente naturale, anche se è ovvio, qui come altrove, che siamo tutti unici e diseguali di fronte ai vincoli di pressione che ci vengono imposti.

Prima di un breve richiamo anatomico per capire meglio ciò che si può tentare, va anche da sé che la mente gioca un ruolo importante nel bilanciamento durante la discesa. Anche qui, sarà direttamente proporzionale alla frequenza delle discese che, quanto più è importante, tanto più verrà a sollevare – più o meno rapidamente secondo gli apneisti – la parte di angoscia inerente a ciascuno al momento della discesa in apnea nel blu (interesse del rilassamento, yoga, ecc.)

 

Ricordi anatomici

La tuba di Eustachio è un canale che collega la cavità timpanica – la cavità dietro il timpano – con la parte posteriore della cavità nasale. Fornisce un equilibrio di pressione tra il mondo esterno (cioè fuori dal timpano) e l’orecchio medio (dietro il timpano). In un ambiente terrestre, la tuba di Eustachio si apre spontaneamente ad ogni deglutizione, assicurando questo equilibrio di pressione in ogni momento, garantendo un buon ascolto. La tuba di Eustachio è composta da due segmenti :

1. Il segmento osseo posteriore.
Rappresenta il terzo posteriore della tuba di Eustachio.
Il segmento osseo posteriore parte dalla parete anteriore della cavità timpanica e il suo orifizio si restringe, da dietro in avanti, alla parete anteriore del condotto osseo.

2. Il segmento anteriore è fibro-cartilagineo. Solo quest’ultimo può essere modificato.
Costituisce i 2/3 anteriori della tuba di Eustachio.
Il segmento fibro-cartilagineo si muove in avanti, verso l’interno e verso il basso.
Il suo lume si allarga, da dietro a davanti, fino all’orifizio faringeo nella parte posterolaterale della faringe posteriore (cioè dietro il naso)

La giunzione dei due segmenti è il punto più stretto del tubo e forma una circonflessione più o meno aperta.

  • Un angolo più chiuso, legato a una faccia più stretta su un piano trasversale, renderà naturalmente l’apertura più difficile,
  • Al contrario, una faccia larga allungherà naturalmente il tubo, dando un angolo più ottuso alla giunzione.

Due muscoli essenziali sono coinvolti nell’apertura della tuba di Eustachio: la peristafilia interna ed esterna.

1. La peristafillina interna
Ha origine nella giunzione dei due segmenti del tubo ed è vicina, alla sua origine, al foro carotideo dove viaggia la carotide interna.
Termina a forma di ventaglio sul palato molle. La sua contrazione incava il palato molle e solleva il pavimento del tubo.

2. La peristafillina esterna
Parte dal cranio, si inserisce sulla parte posteriore del tubo fibro-cartilagineo e si apre a ventaglio sui muscoli del palato molle.
La sua contrazione tira la parete antero-esterna del dotto fibro-cartilagineo verso il basso e verso l’esterno e quindi dilata l’orifizio faringeo del tubo.

Così ecco, brevemente descritte, le relazioni anatomiche della tuba di Eustachio e i principali muscoli coinvolti nello sbadiglio.
Vediamo ora gli elementi anatomici nelle vicinanze che possono interferire in caso di una cattiva posizione della testa.

 

Elementi vicini

L’anatomia della tuba di Eustachio e la sua vicinanza ad altri elementi anatomici importanti e modificabili intervengono in tutti gli apneisti e rendono talvolta difficile il bilanciamento.

La tuba di Eustachio parte dalla parete anteriore della cavità timpanica e corre verso il basso, in avanti e verso l’interno. La cavità timpanica può essere descritta anatomicamente come un quadrilatero con una parete superiore, una parete inferiore, una parete anteriore, una parete posteriore e due pareti laterali.

1. La 
parete anteriore della cavità timpanica contiene l’orifizio del tubo sotto il quale si trova l’orifizio carotideo dove viaggia la carotide interna. Questa carotide corre molto vicino alla giunzione osso-fibro-cartilagine, dalla quale è talvolta separata solo da un setto osseo sottile, talvolta deiscente. Una procidenza, non eccezionale, della carotide nel corpo rende ancora più stretta la relazione anatomica tra la carotide e la tuba di Eustachio. Un po’ più avanti e leggermente all’esterno, la cavità glenoidea riceve il condilo articolare della mascella inferiore.

2. La parete inferiore del torace risponde alla fossa giugulare e in particolare alla gola giugulare interna. Anche in questo caso, una giugulare sporgente può portare a contatti intimi tra il corpo e la giugulare interna.

3. La parete interna non è lontana dal complesso cervicale e dai muscoli paraspinali.

 

Impatti degli elementi vicini

• A livello dell’arteria carotidea

Abbiamo visto che può essere procidente (variante del normale).
Può essere irrigidito (arterite), in particolare nei fumatori, rendendo gli elementi vicini meno deformabili, a cominciare dal tubo.
L’aumento della pressione aggraverà questo fenomeno.

• A livello della vena giugulare interna

Ci può essere un contatto molto stretto tra la parete retro-timpanica e l’esofago della giugulare.
La posizione della testa verso il basso durante la discesa aumenta il turgore venoso (scarso ritorno venoso) e comprime parzialmente il tubo.
La testa in posizione di iperestensione aumenta il tutto.

• A livello del rachide cervicale

L’osteoartrite cervicale a becchi di pappagallo, l’iperlordosi (accentuazione patologica di una curvatura normale), gioca sui muscoli paraspinali, provocando infiammazioni del quartiere e tensioni dolorose che possono avere ripercussioni sugli organi vicini e in particolare sull’orifizio tubarico che è abbastanza vicino nella sua parte terminale ai muscoli faringei e paraspinali posteriori.

 

• A livello dell’articolazione temporomandibolare

La frequente mancanza di denti o la mancanza di denti influenzerà la tensione dei muscoli tensori dell’articolazione temporomandibolare (a partire dallo pterigoideo mediale, che è molto vicino al tubo in certi punti), il che avrà ripercussioni dirette sul corpo e sul muscolo tensore del martello, che modifica la tensione timpanica e influenza la pressione del corpo.

Tutti questi elementi influiranno sulla difficoltà di bilanciare le orecchie in discesa. In tutti i casi :

  • Prima della discesa Aiutatevi, se necessario, con un decongestionante nasale o un vasocostrittore nasale prima di entrare in acqua Una superficie Frenzel è desiderabile e facile da usare.

  • In discesa :

    • La discesa a testa bassa richiede di evitare qualsiasi posizione della testa in iperestensione (rigidità carotidea / turgore giugulare / iperlordosi cervicale). La testa rimane dritta ;

    • Le manovre di Frenzel devono essere ripetute molto spesso. Non aspettare che il dolore si manifesti ;

    • La Valsalva deve essere evitata: il polmone collassa man mano che la discesa procede, rendendo la manovra sempre più difficile o addirittura impossibile, con un tempo di latenza troppo lungo. Questa Valsalva forzata rischia, inoltre, di danneggiare le orecchie ;

    • Il Frenzel può essere vantaggiosamente sostituito (almeno all’inizio della discesa) da un gap di tubo volontario ;

    • Il metodo Frenzel a bocca piena, che consiste nel mantenere una pressione costante durante tutta la discesa, rimane un metodo eccellente ;

    • I problemi dell’articolazione dentale dovrebbero portare a preferire le manovre di diduzione della mandibola, associate a un’apertura forzata seguita dalla deglutizione ;

    • La discesa deve essere lenta, lasciando il tempo per un regolare bilanciamento ;

    • Se il bilanciamento non riesce, o se la discesa si fa in gueuse (discesa rapida), è preferibile posizionarsi a testa alta, il che ha il vantaggio di evitare la congestione della giugulare.

  • Sulla via del ritorno, possono verificarsi 2 problemi principali :

1. Vertigine abarricata alternata
La vertigine è essenzialmente legata a un’evacuazione asimmetrica delle casse. La causa principale rimane un tubo disfunzionale che tende a collassare (qualsiasi patologia a monte è stata esclusa) a causa del tono insufficiente.

  • Insistere su una posizione della testa dritta o flessa,
  • Salire lentamente,
  • Eseguire una manovra di Toynbee (pizzicare il naso e deglutire, o anche cercare di inspirare con il naso chiuso per creare una depressione nel corpo).

2. Dolore acuto in un orecchio durante la salita, talvolta associato a un’emissione di sangue trovata nella maschera. Il fenomeno è lo stesso, con un’evacuazione quasi impossibile dell’aria dal corpo da un lato. Anche in questo caso, si suppone che non ci sia una causa di ostruzione, in particolare a livello dell’orifizio tubarico. Anche qui, possiamo evocare un tubo disfunzionale, che collassa durante un’iperpressione del corpo e che si apre improvvisamente sotto l’aumento inesorabile della pressione, forzando l’apertura e causando un microstrappo con emorragia associata. La prevenzione rimane esattamente la stessa della vertigine alternata :

  • Tentate di modificare la posizione della testa, da diritta a flessa o anche a iperestensione,
  • Si possono anche provare manovre di deglutizione semplici e ripetute, oltre alla manovra di Toynbee.

 

Semplice spiegazione delle manovre di bilanciamento del corpo

• Metodo Frenzel

Il principio consiste nello spingere il palato molle verso l’alto, con il naso schiacciato, per spingere l’aria intrappolata nella cavità nasale verso l’unico orifizio rimasto aperto: l’orifizio della tuba di Eustachio.
È la punta della lingua, un muscolo molto potente, che si applica dietro le arcate dentarie, che spinge il velo verso l’alto.
Questo impone un imperativo: che la glottide sia chiusa (e non l’epiglottide, che è una cartilagine che si inclina automaticamente, durante la deglutizione del cibo, per chiudere le vie respiratorie al cibo ingerito).
Il pavimento glottico è lo spazio delimitato dalle bande ventricolari (false corde vocali) in alto, i ventricoli al centro e le corde vocali in basso. Le corde vocali devono chiudersi completamente per impedire all’aria di uscire.
Per controllare che la glottide sia chiusa, c’è un modo semplice: tenere la bocca aperta e cercare di far uscire l’aria dai polmoni: una contrazione della glottide si effettua spontaneamente e intuitivamente per farlo. Sappiamo quindi come chiudere la nostra glottide.
Questa tecnica deve essere ben acquisita dagli apneisti.
È relativamente semplice e permette di scendere senza creare barotraumi nell’orecchio medio.

 

• Metodo a bocca piena di Frenzel

Questo è per i subacquei esperti che scendono ben oltre i 20-25 metri.
A grandi profondità, il metodo Frenzel diventa inefficace: l’aria nella bocca, compressa, è insufficiente in quantità per equilibrare il corpo. Lo stesso vale per il polmone, se si è inclini a tentare un Valsalva.
A circa 20-25 metri, si può “tirare aria” dai polmoni alla bocca cambiando la posizione della testa. Il mento viene sollevato nello stesso momento in cui l’aria viene aspirata. Subito dopo, il mento viene riposizionato in posizione flessa e la glottide viene bloccata.
Viene quindi eseguita la classica Frenzel.
La quantità d’aria così intrappolata nella bocca permette di scendere diverse decine di metri senza troppi problemi (la pressione raddoppia relativamente lentamente a questa profondità).



• Buco del tubo volontario

La Béance Tubarica Volontaria (o BTV), è un’apertura attiva e morbida (béance) della tuba di Eustachio. L’apertura dei muscoli peristafisari viene mobilizzata con vari metodi che mirano ad aprire il tubo senza alcun trauma.
Un metodo eccellente (come per i problemi articolari) è il metodo diduction per aprire la mascella. La massima apertura della bocca con il tentativo di spostare la mascella in avanti fa scattare le orecchie, indicando che si stanno usando i muscoli peristafilari.
Questo metodo è semplice in teoria ma non così facile da eseguire in acqua. Non tutti i subacquei sono in grado di farlo. Inoltre, deve essere fatto frequentemente durante la discesa, poiché aspettare troppo tempo rende la manovra difficile, se non impossibile.

Si ritiene che una persona su quattro sviluppi spontaneamente la TVB senza nemmeno saperlo.

 


© Alex Voyer per tutte le immagini dell’articolo.

 

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